martedì 5 agosto 2014

Il primo caffè del mattino

TITOLO: Il primo caffè del mattino



Autore: Diego Galdino

Genere: Letteratura rosa

Valutazione:




Trama: Massimo ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all'alba, attraversa le vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata, quello dall'aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi e un po' di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso... Né tanto meno a farsi capire in nessuna lingua: al punto che, tempo cinque minuti di interazione, si ritrova una zuccheriera rovesciata addosso, la porta sbattuta in faccia e qualcosa di molto simile a un cuore spezzato che gli martella nel petto. Ma la ragazza con le lentiggini, che viene da Parigi, di nome fa Geneviève e di mestiere inventa cruciverba, tornerà presto da Massimo: perché ha un segreto che non può rivelare a nessuno, e che la lega proprio a quel luogo. Massimo - che da quando l'ha incontrata la prima volta, con la frangia spettinata e il vestito rosso - non se l'è più tolta dalla testa, non potrà che corteggiarla con le armi che conosce meglio: caffè, cappuccini e il fascino di Roma. Sperando che, nonostante tutti i segreti che Geneviève nasconde, entrambi si ritrovino a volere la stessa, unica cosa: bere insieme il primo caffè del mattino. Tutte le mattine.

Impressioni ed opinioni:
Il titolo del romanzo richiama molto la mia personale opinione a rigurado. Leggere questo libro è una piacevole pausa, un momento che ti ruba un sorriso con chi ti accompagna alla macchinetta, cinque minuti di riflessione su una frase che ti colpisce mentre giri lo zucchero. Il linguaggio è molto diretto; il protagonista racconta vicende, emozioni e riflessioni senza filtri, come se li raccontasse a voce.  Ad esempio ho trovato molto divertente il confronto tra il caffè di Napoli e quello di Roma, in cui l'autore scrive un originale compromesso.
Leggere un romanzo rosa scritto da un uomo ha aggiunto un pizzico di curiosità in più, dato che sono abituata a vedere testi di questo genere scritti da scrittrici. Tale sentimento è stato pienamente soddisfatto, riscontrando una serie di elementi nuovi, come l'autoironia e gli aspetti di un italianissimo corteggiamento.
“Non serve che siano episodi cruciali, anzi a volte sono proprio le sfumature sottili quelle che lasciano un segno indelebile.”
Un ottimo inizio per questo giovane autore, che di mestiere, indovinate un po', fa proprio il barista! Un libro che consiglio per trascorrere qualche ora piacevole, come guardare un'ottima commedia italiana.
Concludo sottolineando l'idea originale dell'elenco dei caffè, cappuccini ... con i relativi partners ideali che troverete al termine del libro. 
“Il tempo è strano: a volce cancella i ricordi come un’onda sul bagnasciuga, altre volte scorre lasciando intatto il dolore quasi tagliente di ciò che è successo.”

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