AUTRICE: Amabile Giusti (2011), autrice di "Odyssea" e "Trent'anni e li dimostro"
Genere: Paranormal Romance
Valutazione:
Trama: A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? È ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt’altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall’accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell’Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere. E scoprirà che amare un vampiro è una dannazione, un desiderio proibito, ma sceglierà di correre il rischio a qualunque costo. Anche se sa di essere una preda. Perché se vivere con lui è difficile, vivere senza di lui è impossibile.
Impressioni ed opinioni:
Il linguaggio di Amabile Giusti è simile ad un mezzo di teletrasporto nel mondo che lei ha immaginato. Il lettore ha la sensazione di diventare il compagno di banco di Giulia che si annoia "dopo tre ore di odiosissima traduzione dell'odiosissimo Plutarco", oppure riesce vagamente ad arrossire quando il misterioso, affascinante Victor dice:
«C'est un beau nom, Giulia. Vuoi passeggiare un peu?».
L'intreccio è molto originale con risvolti poco attesi e non prevedibili. Se come me avete letto di promessi sposi vampiri, di triangoli amorosi vampireschi, di accademie di vampiri, di fratelli vampiri ecc., non temete di leggere qualcosa di già visto o scopiazzato.
Una lettura leggera, piacevole e coinvolgente.
Si potrebbe immaginare che tutto ruota intorno all'impossibilità dell'Amore fra una giovane fanciulla ed un predatore affamato di sangue. Ma come ho già accennato, il romanzo mi sorprende e non parla di un Amore straziato da un futuro che non potrà essere scritto. Il tema fondamentale di questo libro è l'Amore ed i sentimenti a 18 anni. La forza che nasce dall'inesperienza delle delusioni, l'assolutizzazione delle proprie emozioni, quel motore che vuole vincere anche ciò che sembra essere un destino che non può essere cambiato. Vampiri, cacciatori e magia sono solo un elemento in più che rende il fantasy ancora più intrigante, ma il nucleo centrale rimane questo giovane Amore adolescenziale, un aspetto che rende paradossalmente la storia più realistica.
«Perché non riesco a starti lontano?» esclamò lui agitato. «Potrei mentirti e andarmene, ma se tornassi? Perché tornerò, tornerò, lo so che tornerò. Non ce la faccio ad andare. È più forte di me. Ci ho provato tante di quelle volte e cosa ho concluso? Sono ancora qui e non riesco a schiodarmi! So che restando ti faccio del male, ma non riesco a non essere egoista. Avrei dovuto evitare quello che è successo oggi, lasciarti libera di amare qualcuno che sia più giusto per te, ma il solo pensiero che tu possa amare qualcuno che sia più giusto per te mi fa diventare una bestia.»
Queste parole potrebbero essere state dette da un vampiro, ma anche da un ragazzo che si è innamorato della migliore amica della fidanzata, oppure della ragazza di suo fratello. Potrebbero essere dette da un giovane insegnante che ha perso la testa per una sua studentessa ...
"Forse la sua mente, consapevole di non poter sopportare un peso tanto grande, aveva deciso di non permetterle di concentrarsi su nulla, su nessun evento, su nessuna sensazione. Divagava, si allontanava dal tema, non le consentiva di focalizzare neppure un pensiero. Era come se fosse piena di vento."


Nessun commento:
Posta un commento